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«NESSUNO SINORA CI AVEVA PENSATO, HA RIPESCATO COLORO CHE HANNO COSE AUTENTICHE DA RACCONTARE»
La scrittrice Milena Milani, storica animatrice delle stagioni culturali ampezzane e caso letterario nel 1964 con “La ragazza di nome Giulio”, dedica oggi alla rassegna Una Montagna di Libri la sua rubrica fissa, “Amo non amo”, sul periodico di attualità e cultura “Cortina Vacanze Oggi” di Rosanna Raffaelli Ghedina.
«Nessuno sinora ci aveva pensato», scrive Milena Milani. «Cortina era diventata un feudo milanese o romano, con nomi roboanti di politici e i loro testi che cercano di catturare l’attenzione dei ricchi borghesi. I quali non leggono ma hanno scaffali ripieni di volumi ben confezionati e rilegati, e ne comperano sempre dei nuovi di cui conoscono magari i titoli ma non i contenuti. Chiamulera ha buttato alle ortiche quei castelli di carta e ha ripescato coloro che hanno cose autentiche da raccontare».
«C’era una volta», racconta Milena Milani, «come nelle favole, un ragazzino che ne combinava di tutti i colori. Correva gridava cantava, costruiva aquiloni e li faceva volare nel cielo, oppure con un libro tra le mani stava seduto per terra, davanti alla Libreria Sovilla, ore e ore a leggere, senza mai alzare gli occhi».
«Quelle», racconta, «erano giornate in cui Cortina d’Ampezzo era talmente bella da togliere il fiato. Era estate, i turisti si avvicendavano, ne giungevano sempre dei nuovi, poi c’erano i fedelissimi e io ero tra questi».
Milena Milani saluta con entusiasmo Una Montagna di Libri, una rassegna «dove la gente si mette in coda per avvicinare e ascoltare quel mondo bizzarro dei letterati, che parlano e discutono di realtà contemporanea, proiettata nelle Dolomiti».
«Parole e parole sincere, vocaboli che arrivano al cuore, che colpiscono la mente e la stimolano», conclude. «Un altro aquilone, stavolta di sogni realizzati, per “Una montagna di libri”, quindi conversazioni complete, sempre al Palazzo delle Poste, nel nucleo pulsante della Regina delle Dolomiti. La narrativa e la saggistica italiana in primo piano, sino a settembre 2010, una intera stagione di vacanze che diventa costruttiva, anche con concerti d’autore, dialoghi e incontri».
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